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La musica dell’attimo

di Andrea Salvatici


“... il surreale di Rodolfo Montuoro si mescola con la sua alchimia di parole e di suoni senza bisogno di eccedere: ritorna su una frase semplice e mescola con la forza della ripetizione la voglia di immaginare che un attimo sia la moltitudine di un attimo.”


Parte il suono della chitarra e la sua voce dice: “Cos’è? Sono foreste aggrappate al silenzio... Sono finestre che sognano il mare... Sono parole piantate a pensare… Non è niente. È quasi un attimo. Niente, è solo un attimo. Niente, la moltitudine (la solitudine) di un attimo, di un attimo.”

E il surreale di Rodolfo Montuoro si mescola con la sua alchimia di parole e di suoni senza bisogno di eccedere: ritorna su una frase semplice e mescola con la forza della ripetizione la voglia di immaginare che un attimo sia la moltitudine di un attimo.

Qui è la sua magia, quella di suscitare nell’ascoltatore la curiosità di trovare in un attimo un mondo fantastico che diventa reale nel pensare che una foresta possa aggrapparsi al silenzio.

Nutrirsi di un attimo è la sua bellezza, come quella di immaginarsi un gatto capace di salire su un autobus e restituirci la nostra difficoltà nel pensare: pagherà il biglietto?

Rodolfo ci porta attraverso le sue note in una realtà dove il “niente” è il nostro vivere più sano e più autentico.

Mescolarsi nel suo mondo musicale vuol dire saccheggiare il niente e ritrovare un caleidoscopio di emozioni che ti porta via senza bisogno di toccarlo per creare nuove immagini. Quei pezzettini colorati sono le note e le parole che usa Rodolfo Montuoro nel suo nuovo album.

Il resto non conta quando “il sole gioca a nascondersi per inventare brividi e riflessi”.

Diventiamo rampicanti della nostra fantasia attraverso le corde della sua chitarra.

L’ album “a_vision” ci permette di cogliere in un attimo la moltitudine di passioni che appartengono alla nostra vita e alla nostra solitudine.



© Andrea Selvatici.

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